Gli Armeni, i Curdi e l'Europa muta

 Da LaPadania - 01 Dicembre 1998

In questi giorni  giornali e televisioni continuano  a parlare del caso Ocalan. E fanno bene, perché secondo me questa é una cosa importante. Non per Ocalan, ma per i motivi che vi dirò.

Prima di tutto cerchiamo di capire cosa é successo. Io non ho informazioni riservate : ho solo cercato  di mettere in  fila  le notizie di questi giorni . I 10 punti cruciali che é necessario sapere  mi pare siano  questi.

1.         Abdullah Ocalan é il leader del PKK, che é la sigla del  "Partito dei Lavoratori del Kurdistan".  Questo é solo uno dei partiti del popolo Curdo. Ce ne sono  altri : il PDK (Partito Democratico del Kurdistan) , l'UPK (Unione Patriottica del Kurdistan) , ed altri. L'ideologia del PKK é profondamente Comunista. Purtroppo per molti questa é una cosa di importanza fondamentale, mentre dal mio punto di vista questa circostanza dovrebbe essere assolutamente  irrilevante. E' vero o no che oggi il popolo del Curdi é  privato della libertà, dei più elementari diritti e spesso anche della vita ? Il punto é questo, e secondo me  questo non é un argomento che può essere visto in modo diverso da destra o da sinistra , perché  é un argomento che riguarda i diritti, la libertà e la dignità degli uomini.

2.         Ocalan era scappato a Mosca perché  la Turchia aveva fatto pressioni sulla Siria, da dove operava. Ho letto questo commento di alcuni intellettuali Turchi : "sarebbe stato meglio evitare la crisi con la Siria , e lasciare Ocalan a Damasco o nella Bekaa. Là era un terrorista, oggi rischia di diventare un simbolo politico".

Fin da Ottobre i  servizi segreti Turchi avevano avvisato tutte le capitali europee che da Damasco avrebbe cercato di andare a Mosca e da lì  in Europa, probabilmente a Roma. Da tutto questo io capisco due cose : 1) Per la Turchia questo uomo é un condannato a morte. Il capo del governo Turco Mesut Yilmaz, che ha appena dovuto dimettersi, ha dichiarato  "Dichiaro al mondo intero che seguiremo quel terrorista dovunque intenda nascondersi. Gli renderemo la vita impossibile".  2) Quando la "vita é impossibile" non resta che la morte. Questa é una cosa che dicono molti Curdi. Ecco perché Ocalan  é veramente diventato un simbolo di quello che sta succedendo al popolo Curdo. Per questo  la reazione Turca al suo arrivo in Italia é stata così dura. Un processo ad Ocalan diventerebbe sicuramente un processo alla Turchia , e la parte lesa di quel  processo sarebbe il popolo Curdo.

3.         A Mosca aveva  due sole possibilità  per cercare di fermare la strage   del suo popolo. O tornare a combattere sulle montagne della sua terra, assieme alla sua gente, con la certezza che prima o poi sarebbe stato ucciso da soldati che ubbidiscono a  generali , a burocrati e  a politici  che vogliono  continuare a comandare  anche in casa di altri. Oppure venire in Europa per cercare di sensibilizzare in modo forte l'opinione pubblica mondiale sul dramma di un popolo che nelle sue terre  non ha diritti e non può più nemmeno  parlare la propria  lingua .

4.         Ha scelto la seconda strada, e secondo me ha fatto bene : nella storia dell'umanità il silenzio , l'indifferenza , la disinformazione e l'egoismo sono e sono sempre stati gli alleati più preziosi dei peggiori delinquenti . " Chi si ricorda più dello sterminio degli Armeni?" chiedeva Hitler il 22 di Agosto 1939 ai capi militari del terzo Reich riuniti all'Obersalzberg , prima dell'invasione della Polonia."

5.         Dunque  , se ho capito bene, per questi motivi Ocalan ha deciso di venire in Europa, sapendo a cosa andava incontro: prigioni , processi e condanne . Questa é la mia ricostruzione e mi rendo conto che posso anche sbagliare , ma se questa fosse la verità, allora   Ocalan  ha fatto bene a giocare la difficile carta dell'Europa. E secondo me l'Europa dovrebbe ascoltarlo.

Ma dove é questa Europa che dovrebbe ascoltarlo? Vi ricordo che lo scorso 2 di Maggio  Chirac dopo aver fatto una sceneggiata per ottenere la promessa informale che dopo 4 anni il presidente della Banca Centrale Europea sarebbe stato un francese, ha dichiarato che :  "Andiamo verso l'Europa delle nazioni, e trovo perfettamente logico che ogni nazione tuteli e difenda i suoi interessi nazionali".

Come si fa a sperare che questa Europa ascolti  Ocalan o chiunque altro che non sia un banchiere , o un cliente  di armi o di qualche altro prodotto,   o un arabo con il petrolio , o  una multinazionale?  Attenzione : in realtà Ocalan non c'entra, perché il punto é che attraverso lui ed attraverso tanti altri come lui si ascolterebbe la voce dei diritti calpestati del  popolo Curdo. Non sono degli stinchi di santo i Curdi , ne siamo tutti consapevoli : all'inizio del secolo hanno partecipato a piene mani al genocidio del popolo Armeno. I testi di storia parlano di "comportamento particolarmente bellicoso e feroce dei Curdi aizzati ad infierire contro i malcapitati deportati Armeni." Ma parlano anche dell'inattesa scoperta di tribù Curde , come gli Achirats  e gli  Kizil-bach,  che hanno osato mettersi contro i Turchi per proteggere i deportati. Oggi questa é gente che , a quello che si dice, sta morendo. Muore anche in questo momento, mentre leggete il giornale. E che é obbligata a combattere per la sua terra , per i suoi diritti, per la sua libertà e per non essere uccisa.  Ma questa Europa non é ancora una federazione di popoli diversi, uniti da principi comuni . Questa Europa ascolta solo quello che vogliono ascoltare i detentori del potere, che non hanno l'etica e il senso morale dei popoli , perché per ora l'Unione Europea  é  prevalentemente una unione di Stati impegnati nella tutela dei propri interessi Nazionali, come ha dichiarato Chirac e come pensano Delors, Prodi e tanti altri  rappresentanti  di tricolori , di  banche , di sacri ed inviolabili confini e di altri  egoismi.

6.         Ramon Mantovani, di Rifondazione Comunista, é andata a Mosca per dare una mano ad Ocalan nell'organizzare il viaggio in Italia e per accompagnarlo a Roma. Sarebbe utile capire due cose.

Primo : senza l'aiuto di Mantovani Ocalan sarebbe comunque arrivato in Italia? Non lo so. Mantovani dice di si. Sembra che sia stato tutto organizzato dai servizi segreti Russi. I nostri non sapevano niente. Ma é una cosa difficile da credere. E in questo caso mi chiedo che cosa ci stanno a fare i nostri servizi segreti.  Sismi e Sisde costano un sacco di quattrini ma se i loro uomini devono prendere lo stipendio solo per fare qualche intercettazione telefonica e scrivere ogni anno quella  assurda  "relazione semestrale sulla sicurezza dell'Italia" che  due anni fa, forse per errore, é stata distribuita in casella a tutti i Deputati   dove sembra che il più grosso pericolo per l'Italia, per l'Europa e per tutta l'umanità  siano le tendenza separatiste e " l'eversione secessionista" dei popoli della Padania, allora sarebbe meglio chiudere questi carrozzoni e mandare tutti a casa (vedi "Quella relazione da altro mondo" su laPadania   del 12 Agosto 1997) . I nostri servizi segreti dovevano sapere che Ocalan stava cercando di venire in Italia, e dovevano saper prevedere e valutare professionalmente, minuto per minuto,  le reazioni della Turchia. Se no cosa ci stanno a fare?

Secondo: Ocalan é  Comunista. Mantovani lo ha aiutato per questo, perché é Comunista,  oppure perché é Curdo ed é necessario che il mondo "civile" (civile lo scrivo tra virgolette, e queste virgolette sono sempre più grosse e più pesanti) intervenga con tutto il peso della sua diplomazia , della sua economia e dei suoi popoli perché si trovi  una soluzione pacifica al sanguinoso conflitto che si sta svolgendo nelle terre dei Curdi?

7.         Il problema non é Ocalan , non é il PKK , ma il massacro di un popolo che in questi anni sta avvenendo in  una parte del mondo. Tra l'indifferenza generale e tra qualche dichiarazione e qualche conferenza internazionale : si sa benissimo che queste cose servono solo a pulire le coscienze e non danno fastidio a nessuno.

8.         Il 12 Novembre Ocalan arriva a Roma , si presenta in  dogana con documenti  falsi ed entra in Italia illegalmente. Ma contestualmente dichiara  le sue vere generalità. In pratica si auto denuncia. Quando si arriva con documenti falsi  la responsabilità é del paese da dove si é partiti , perché  lì , nel paese di partenza, avrebbero dovuto accorgersi che quel passeggero aveva documenti irregolari. In questi casi il passeggero viene rimandato al paese di partenza con il primo volo.

Ma su Ocalan  pende una richiesta di arresto  della Germania per presunti  delitti compiuti in Germania. Per questo motivo l'Italia non poteva rimandarlo a Mosca, neanche volendo. Secondo il trattato di Schengen l'Italia aveva il dovere di arrestarlo per poi consegnarlo alla Germania.

9.         In effetti é stato arrestato, solo che adesso la Germania non lo vuole. Motivo : evitare  scontri e disordini sociali,  dato che in Germania vivono e lavorano 2 milioni di Turchi e mezzo milione di Curdi . Che con il nuovo governo di sinistra stanno per diventare tutti cittadini Tedeschi.

Per la cronaca, il difensore di Ocalan ha detto durante la trasmissione di "Pinocchio" che il delitto per il quale é ricercato in Germania é quello di "concorso morale nell'omicidio di due persone".

10.       I Turchi hanno chiesto che Ocalan sia consegnato alla loro giustizia ed hanno consegnato documenti che dovrebbero provare i suoi delitti.  Il governo italiano finora ha risposto  di no,  perché in Turchia c'é la pena di morte. La Turchia ha replicato con  un durissimo boicottaggio contro le merci , le aziende e tutto ciò che é italiano.

 

Fin qui la ricostruzione dei fatti. E' certamente incompleta e se ho dimenticato cose importanti vi chiedo scusa. Di mio voglio aggiungere  che lo stesso boicottaggio che i Turchi stanno facendo in questi giorni contro le merci , le aziende e tutto ciò che é italiano ,  nello scorso mese di Giugno lo avevano  fatto contro tutto ciò che era francese.  In quel caso Ocalan non c'entrava, ma é successo che il 29 Maggio  i deputati della "Assemblée Nationale" francese hanno approvato  alla unanimità   una  legge che riconosce pubblicamente il genocidio  Armeno avvenuto in Turchia all'inizio di questo secolo.  E' stato uno  straordinario atto di umanità e di coraggio  civile del Parlamento francese. Come era prevedibile il governo di Ankara ha reagito con molta durezza, ed ha cercato  di impedire che il Senato francese approvi il testo uscito dalla  "Assemblée Nationale"  , minacciando  e mettendo in atto in sanzioni  commerciali contro Parigi . Ecco alcune agenzie di stampa di quei giorni .

29 Maggio: Il ministro degli esteri turco Ismail Cem : "Condanno l'adozione di questa risoluzione , che avrà effetti assolutamente nefasti sulle relazioni fra la Turchia e la Francia".

30 Maggio : la Turchia sta riesaminando le sue relazioni con la Francia e si sta preparando a sanzioni contro Parigi...minacciando il ricorso a ritorsioni quali l'inclusione della Francia in una "lista rossa" di paesi che prevede una sua esclusione da tutte le commesse militari turche".

2 Giugno "Il Parlamento Turco ha condannato oggi quello Francese...(!)"

5 Giugno : "Il riconoscimento ufficiale da parte dell'Assemblea nazionale francese del genocidio degli Armeni ha provocato il rinvio della firma di un contratto per 2,7 miliardi di franchi tra la francese Aerospatiale e l'industria turca per la fabbricazione del missile Eryx".

 

I motivi di questa reazione sono semplici da capire : l'opinione pubblica internazionale comincerebbe a percorrere una strada che partendo dal genocidio degli Armeni, arriverebbe ai giorni d'oggi  ed alla necessità di un processo di pace nel  Kurdistan.

Pensate che  già 19 Comuni , da Milano a Faenza e giù fino a Castelsilano, in provincia di Crotone  , hanno approvato documenti che riconoscono il genocidio degli Armeni, e chiedono che " l'assunzione di questa responsabilità piena e totale, da parte della Turchia, rappresenti la prima ed irrinunciabile condizione per procedere all'esame della richiesta di adesione all'Unione Europea avanzata da tempo dal governo Turco." Tra i 19 Comuni c'é anche  Imola, e ho qui in mano una agenzia di stampa del 18 Maggio dove c'é scritto "Ma la Turchia non si limita a protestare e chiede quella che a Imola considerano una "schedatura" di tutti i membri del consiglio, a cominciare dal suo presidente : quanti sono, quale é la loro appartenenza politica, e così via".  Vi sembrano normali questi tentativi di non far riconoscere una verità storica di oltre 80 anni fa , ai tempi dell'impero Ottomano?

Ecco alcuni numeri di quel recente passato che deve essere conosciuto  per capire quello che sta succedendo oggi ai Curdi . All'inizio del secolo in Turchia vivevano circa 1.800.000 Armeni. Circa 700.000 sono stati massacrati nelle loro città e circa 600.000 sono morti durante le deportazioni : li facevano marciare verso il nulla , verso il deserto di Deir ez Zor, in Siria. E li facevano camminare finché non erano tutti morti. Come ho già detto, quei massacri erano effettuati  anche da Curdi e dalla polizia ausiliare , oltre che da malattie contagiose, dalla fame e dalla fatica.

Una testimonianza, tra le tante :  il sindaco di Aleppo telegrafa a Talaat, ministro Turco degli  interni  : "Sono arrivati qui migliaia di deportati Armeni. Che cosa devo farne?". Il ministro risponde  con questo telegramma : "L'obiettivo della deportazione é il nulla".  Altri 200.000 sono scappati verso il  Caucaso.  150.000 sono riusciti a scappare verso  l'Europa .  In Turchia sono sopravvissuti  meno di  150.000  Armeni.

Questi sono numeri. Sono un bilancio. Il bilancio del genocidio degli Armeni . E' successo pochi anni fa, all'inizio del secolo. I nazisti non erano ancora al potere, e tanti  ebrei vivevano ancora tranquilli in Germania e in Italia.

Come é possibile che si parli  di diritto internazionale senza ricordare questo dramma e  questi numeri? Prima di citare i codici del diritto  i governanti ed i politici  italiani, tedeschi e di tutta Europa dovrebbero  ricordare cosa é successo e dovrebbero  fare il possibile perché questo passato non si ripeta.

In Giugno ho pensato che l'esempio della Francia doveva essere seguito , anche perché  quella era una opportunità per far parlare l'Europa con una voce sola. Così mi sono messo a raccogliere  delle firme per far riconoscere anche dal  Parlamento di Roma il genocidio degli Armeni. In quel mese ho mandato lettere a Violante, a  D'Alema ( che a quei tempi non era ancora presidente del consiglio)  e a tanti altri per spiegare questo progetto . Ecco un pezzo di quelle lettere. Non ho cambiato nemmeno una virgola.

"Se noi qui a Montecitorio  discutiamo ed approviamo velocemente  un documento  che riconosce il genocidio Armeno,  riusciremo ad ottenere questi risultati :

1.         Non lasciamo isolata la Francia. Qui non si tratta di essere filo-Francesi o filo-Turchi. Non si tratta di ideologie o di interessi economici, ma si tratta della libertà e della dignità dell'uomo . E' giusto che su questi argomenti l'Unione Europea sia unita e   parli con una sola voce. 

2.         Aiutiamo  economicamente la Francia. Questo é opportuno perché  la Turchia ha reagito con molta durezza al voto dell' "Assemblée Nationale" , minacciando  di cancellare rapporti commerciali.  Secondo me in questa circostanza il coraggio e la civiltà della Francia meritano  l' aiuto di tutti i membri dell'Unione Europea.

3.         Probabilmente  se la mozione sarà approvata a Montecitorio potrebbe iniziare   un "effetto domino" che coinvolgerà altri membri dell'Unione Europea : Spagna, Germania,  Inghilterra, eccetera.

4.         Se altri stati membri dell'Unione Europea seguiranno l'esempio francese e , mi auguro, l'esempio di Montecitorio,  aiuteremo anche i moderati Turchi, perché Ankara a quel punto non potrà fare altro che prendere atto  della volontà dell'Unione Europea".

Se lo avessimo fatto , oggi  le nostre imprese non dovrebbero affrontare i gravissimi effetti di ritorsioni economiche.  Ma le proposte della Lega Nord a Roma non sono mai ascoltate : cosa volete che vi dica , probabilmente siamo su lunghezze d'onda diverse.

Adesso D'Alema cerca la solidarietà dei nostri concittadini europei, e fa bene, ma a Giugno a me risulta che noi non abbiamo alzato un dito per aiutare  la Francia . E' stata lasciata sola, e magari qualcuno ha anche cercato di profittarne. Così come adesso sul piano pratico  l'Italia rischia di essere lasciata sola.

Il documento per riconoscere il genocidio degli Armeni é stata depositato a Montecitorio con 145 firme ( Allegato 1 : come vedete ci sono tutti :  destra e sinistra, maggioranza e opposizione) ma fino ad oggi la Camera dei Deputati non ha ancora  discusso questo testo, né mi risulta che  la Farnesina si sia attivata con gli altri stati membri dell'Unione Europea per stimolare anche nei loro Parlamenti  la discussione di un testo simile. L'unione Europea  ha perso una occasione per cominciare ad essere anche una unione politica e per parlare con una sola voce.

Queste cose era opportuno farle e proporle ai nostri concittadini europei tra Giugno e Ottobre,  prima che scoppiasse il caso Ocalan.

Ma io spero che non sia  troppo tardi. Questa é una occasione per dimostrare a noi stessi  che sopra all'Europa di Maastricht  ci potrà essere  una Europa politica. D'Alema e Dini dovrebbero proporre che in  un certo giorno del mese di Dicembre 1998 nei Parlamenti dei 15 Stati membri dell'Unione si discuta del genocidio Armeno , lo si riconosca, e alla luce di quel genocidio si discuta di quello che é successo in questi anni al popolo Curdo . E poi  tutti i Parlamenti dei 15 Stati membri dell'Unione Europea ed il parlamento di Strasburgo dovrebbero approvare  un documento sulla necessità di fare tutto quello che l'Unione Europea può fare per risolvere il dramma del  popolo Curdo. Ma che siano solo parole : serve un documento anche operativo. Sarebbe un segnale che l'Europa c'é, e che é una Europa di popoli civili, diversi da quegli Stati che fino ad oggi,   in nome della diplomazia, hanno preferito dimenticare quello che é successo in Armenia ed hanno preferito non pensare a quello che sta succedendo al popolo Curdo.  Questo silenzio  non solo ha insultato  la memoria delle vittime e le ha assassinate  una seconda volta , ma  ha consentito  nuove  tensioni e nuove vittime, tra le quali il figlio di Ayne, la sorella di "Apo" Ocalan, che alla domanda "Lei ha perso un figlio nella guerriglia, che messaggio manda allo Stato turco?" ha risposto, tra le lacrime "No, Hasan non é morto. Voglio che il sangue non scorra più. Dateci i nostri diritti , viviamo nella fraternità".

 

Giancarlo Pagliarini